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Life Long Learning e EDA

Premessa

Il settore dell'Educazione degli Adulti comprende in sé numerose e diverse tipologie di attività: dai corsi di formazione professionale ai circoli di studio, dalle scuole medie serali ai corsi brevi di lingua inglese, dall'aggiornamento dei lavoratori ai corsi di ballo, e così via.

Per definire questa "variegata popolazione" si usano numerosi termini, i quali possono a prima vista apparire simili tra loro, ma che nascondono invece profonde differenze: istruzione, formazione, educazione formale, non formale, informale, formazione continua, formazione professionale… e via dicendo.

Distinguere tra i vari termini, accordarsi sul loro significato e condividerlo, è insomma essenziale affinché si possa ragionare assieme di educazione degli adulti per giungere, partendo dalla condivisione dei linguaggi, alla condivisione degli obiettivi e delle buone pratiche.

Il Life Long Learning (LLL)

Con il termine Life Long Learning (talora tradotto in italiano con Apprendimento lungo tutto l'arco della vita) si intendono tutte quelle attività che generano apprendimento nella vita di un individuo, dalla sua nascita fino alla morte; nel life long learning rientrano quindi gli asili nido, le scuole materne, e così via fino all'università; ma anche i corsi di aggiornamento, quelli seguiti per interesse, così come tutti gli apprendimenti che, nell'arco della vita, si realizzano in contesti non specificatamente educativi (ad es., l'imparare lavorando).

L'Educazione Degli Adulti (in breve EDA) costituisce un segmento del life long learning, quello che si rivolge specificatamente agli adulti: di esso non fanno quindi parte gli asili nido, la scuola dell'infanzia (materna), e le scuole elementari; possono invece farne parte le scuole medie o superiori quando sono rivolte (o frequentate) da adulti, come avviene ad esempio allorché un adulto segue un corso serale per prendere la licenza di terza media od un diploma.

Quali sono le attività di educazione degli adulti?

La prima questione da affrontare è evidentemente la seguente: tra le molteplici attività che un individuo svolge nel corso della sua vita, quali si possono considerare attività EDA e quali no?

Andare a teatro, guardare la televisione, leggere un romanzo, fare passeggiate, sono attività EDA? E seguire un corso di inglese o partecipare a un circolo di studio sulla cesteria?

È del tutto evidente che si possono avere apprendimenti anche guardando la televisione, oppure facendo una passeggiata e non certo solo seguendo un corso; ciò che distingue il "corso" (o analoghi) dalle altre attività è sostanzialmente l'intenzionalità educativa: si segue un corso con l'intenzione di apprendere, mentre si va a teatro con l'intenzione di assistere ad uno spettacolo (in questo caso, se impariamo qualcosa dallo spettacolo è, per così dire, un prodotto secondario).

Si usa il termine di educazione informale per indicare tutte quelle situazioni in cui si genera apprendimento senza che ve ne sia l'intenzionalità, ad esempio lavorando, andando al cinema, leggendo un romanzo, e così via.

Una attenzione particolare deve inoltre essere posta alla distinzione tra attività educative e attività informative/orientative: seguire una conferenza che illustra l'utilità dello yoga per ridurre lo stress è cosa ben diversa dal seguire un corso di yoga! Nel primo caso, si ricevono delle informazioni (che possono anche orientare le scelte future), nel secondo caso si impara a fare! È evidente che non c'è, nel primo caso, intenzionalità educativa, ma solo informativa.

Non è, si guardi bene, una distinzione di valore, ma solo di tipologia: le campagne pubblicitarie per la prevenzione dell'Aids hanno salvato decine di migliaia di vite, anche se a tutti gli effetti erano campagne informative, e non educative.

Per concludere, quando si può affermare che si ha intenzionalità educativa? Quando lo scopo dell'attività è di generare apprendimento e, in vista di tale obiettivo, vengono predisposte idonee metodologie per favorire l'apprendimento stesso e per verificarlo.

In conclusione, una attività si dirà EDA se:

  • ha l'obiettivo principale di generale apprendimento;
  • prevede verifiche (anche non formalizzate) dell'apprendimento;
  • prevede l'interazione tra chi svolge il ruolo di docente (o esperto, o conduttore, ecc.) e gli "allievi" (tratto questo fondamentale per l'apprendimento);
  • predispone strumenti, metodologie o sussidi per facilitare l'apprendimento (esercitazioni pratiche, testi o dispense, lavori di gruppo, discussioni, supporto del tutor, ecc.)

EDA formale e non formale

Chiarito quindi cosa si intende per EDA, una ulteriore distinzione deve essere fatta tra EDA formale e non formale (da non confondere con l'educazione informale).

Si parla di EDA formale allorché:

  • contenuti e durata dell'attività EDA sono codificati istituzionalmente (in maniera solitamente rigida) dalle istituzioni competenti (Stato, Regioni)
  • la frequenza dell'attività ed il superamento della verifica didattica finale (che, in alcuni casi, può non essere presente) danno luogo ad una certificazione legalmente riconosciuta dalle Istituzioni.
    Rientrano pertanto nell'EDA formale le scuole elementari, medie, superiori e l'università, ma anche la formazione professionale (codificata dalla Regione).

Si parla invece di EDA non formale allorché i contenuti e la durata dell'attività non sono rigidamente codificati dalle istituzioni, potendo essere dei più variabili: si tratta di quella molteplicità di attività educative presenti sul territorio (dai corsi di lingua a quelli di informatica, dalle scuole di ballo ai circoli di studio, e via dicendo) che sono perlopiù erogate al di fuori delle strutture (scuole, centri di formazione professionale) che operano nell'EDA formale. Solitamente, le attività EDA non formali rilasciano un attestato di frequenza, che però non è istituzionalmente riconosciuto.

Si noti anche che, nella maggior parte dei casi, le attività formali hanno durata molto maggiore (da qualche centinaio a qualche migliaio di ore) di quelle non formali (che abitualmente hanno una durata massima di circa 100-200 ore).

Istruzione e Formazione Professionale

All'interno dell'EDA formale, si può ancora fare una ulteriore distinzione tra il settore dell'Istruzione e quello della Formazione Professionale.

I corsi di Istruzione sono solitamente di lunghezza maggiore (sopra le 2.000 ore) rispetto a quelli di formazione professionale, ed inoltre mirano a fornire all'allievo non solo conoscenze tecnico-professionali specifiche, ma anche solidi elementi di cultura generale (letteratura, storia, matematica, scienze, ecc.)

I corsi di Formazione Professionale, invece, sono mirati prevalentemente all'acquisizione di competenze spendibili direttamente in ambito lavorativo; pur non mancando in essi l'acquisizione di alcune competenze di base o trasversali, essi hanno l'obiettivo, per così dire, di "insegnare un mestiere", piuttosto che quello di fornire conoscenze e competenze per leggere la realtà che ci circonda.

La formazione continua

La formazione continua costituisce una sorta di "ponte" tra la formazione professionale e l'educazione non formale: con questo termine di intendono infatti tutte quelle attività EDA svolte dai lavoratori (e solitamente pagate/predisposte dall'azienda) con l'obiettivo di aggiornare le proprie competenze. Condivide, dunque, con la formazione professionale il carattere, appunto, strettamente professionalizzante, ma se ne distingue perché non mira a insegnare ex novo una professione, ma a fornire competenze che permettano di eseguire meglio l'impiego già svolto.

D'altronde, i corsi di aggiornamento solo solitamente di durata breve, non rigidamente codificati e rilasciano un attestato di frequenza (piuttosto che di qualifica o specializzazione), e sono dunque per molti versi assimilabili all'EDA non formale.

Se ad esempio consideriamo un corso di lingua inglese, frequentato da alcuni cittadini per loro interesse e da alcuni lavoratori perché richiesto dall'azienda (che semmai commercia con l'estero), ci accorgiamo subito che la medesima attività è, per gli uni, EDA "pura", per gli altri formazione continua.